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Otto millimetri, il Punto G(iusto)

Il_Punto_G_AperturaUn ginecologo americano, Adam Ostrzenski ne ha individuato forma e dimensione per raggiungere il centro del piacere femminile, il famigerato “punto Grafenberg”

È un ginecologo dell’Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida, Adam Ostrzenski a dare l’identikit anatomico preciso del mistero della sessualità femminile, il famigerato “punto G”. L’esperto ha infatti individuato la forma e la dimensione del centro del piacere femminile, “tra apparato genitale ed urinario”, dimostrando che esisterebbe e sarebbe lungo poco più di 8 millimetri: formerebbe “un angolo di 35 gradi con la parete laterale dell’uretra”.
In pratica sarebbe un tessuto differente dagli altri che lo circondano per sensibilità e spessore.
La scoperta è stata condotta dopo un esame dell’area pelvi-perineale di una donna morta ad 83 anni ed ha permesso di accertare anche le “misure” della leggendaria scintilla dell’orgasmo vaginale: lunghezza 8,1 millimetri, larghezza da 3,6 a 1,5 mm, altezza 0,4 mm che, grazie ad un innervazione simile a quella del tessuto cavernoso dei genitali maschili o del clitoride, potrebbe estendersi fino a oltre 30 mm.
Ergo, quale sarebbe la chiave dell’orgasmo? È difficile perché riuscire ad identificarla perché tra i tanti dubbi esistenti, c’è quello della sua presenza o addirittura, totale assenza.
Infatti, non tutte le donne potrebbero averlo e, dove non c’è un’innervazione adeguata, ci sarebbe una minore soddisfazione sessuale o difficoltà a raggiungere l’orgasmo.
Se confermata, pertanto, la scoperta di questo ginecologo americano sarebbe la prima descrizione anatomica del “punto Grafenberg”, che deve il suo nome al ginecologo tedesco Ernst Grafenberg, il primo ad ipotizzarne l’esistenza, ormai 50 anni fa, anche se in una posizione diversa da quella di Ostrzenski ed esattamente sulla parete frontale della vagina ad un’altezza di circa due centimetri e mezzo.
Tuttavia, quasi a rubare la scena, è un docente di Sessuologia medica dell’Università dell’Aquila, Emmanuele Jannini che, nel 2008 per pubblicare un suo studio sul Journal of Sexual Medicine, ha adoperato un esame diagnostico molto diffuso in questo tipo di studio dell’apparato genitale, l’ecografia transvaginale, documentando la presenza di questo tessuto, in una parte delle donne osservate.

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Redazione The Monopoli Times
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