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La travagliata storia di Amani El Nasif

DSCN0075Appuntamento al 30 ottobre alle 20, in occasione de “Vissuti diVERSI. Di cultura, del sociale e delle pari opportunità”

Dal 30 ottobre prossimo, all’interno della sala – room of talking lands del castello Carlo V di Monopoli prende il via “Vissuti diVERSI. Di cultura, del sociale e delle pari opportunità”.

Una rassegna di approfondimento su questioni di interesse culturale, sociale e di pari opportunità con altrettanti ospiti di fama nazionale e internazionale ideata del dott. Decio Telegrafo Chiarito e promossa dal delegato alla cultura dott. Spada Giorgio e dall’Assessore allo Stato Sociale avv. Rosanna Perricci in accordo con la delegata alle Pari Opportunità dott.ssa Ilaria Morga, sposata anche dalla Casa delle Associazioni (un nuovo progetto che vorrebbe riunire quante più associazioni, realmente operanti sul territorio, possibili).
Le conversazioni prenderanno vita dalla lettura di un testo letterario in linea con la tematica dell’approfondimento e vedrà la partecipazione dell’autore del medesimo.
Gli ospiti saranno intervistati da moderatori competenti delle materie trattate, principalmente giornalisti, ma anche sociologi, filosofi e psicologi.
Il primo incontro dal tema “Le spose bambine” nasce dalla lettura dal testo letterario “Siria Mon Amour” (Ed. Piemme).
Infatti, dopo una mattinata trascorsa presso il Polo Liceale di Monopoli, all’incontro sarà presente la scrittrice siriana (nonché protagonista del libro) Amani El Nasif in un dialogo con il sociologo Prof. Paolo Contini (il readings sarà affidato invece agli attori della compagnia teatrale “Allegra Brigata”), la quale avrà la possibilità di comunicare l’importanza di non perdere mai la fiducia in se stessi: «perché quello che mi ha aiutato a resistere sono state le mie forze, in quanto non avevo nessuno su cui contare. Bisogna cercare di lottare quando ci si trova in situazioni simili».

La trama.
Amani arriva a tre anni con tutto il suo nucleo familiare a Bassano del Grappa. Si integra con la famiglia e diventa occidentale: tant’è vero che quando parte per la Siria all’età di sedici anni, si descrive abbigliata come una delle nostre ragazze occidentali: t-shirt bianca, jeans attillato, rayban agli occhi. Parte per la Siria (di cui un’altra immagine dà equilibrio alla visione di un Paese che altrimenti sarebbe sbagliata) per correggere un vizio sul passaporto che non le permetteva di essere assunta in Italia come libraia, e qui scopre col passare dei giorni che invece la famiglia l’aveva data in sposa ad un cugino. Cominceranno una serie di peripezie: viene picchiata, stuprata e subisce una serie di violenze psicologiche e fisiche per tredici mesi. L’unico strumento di collegamento con l’Italia, rimane il telefonino che deve nascondere negli indumenti intimi per evitare che qualcuno la scopra, grazie al quale era in contatto col fidanzatino adolescente.

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Redazione The Monopoli Times
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