Come “pensare globalmente ed agire localmente”

images“naturalMENTE”, la nuova campagna di sensibilizzazione ed informazione ambientale in città. Intervista all’architetto Gianluca Aresta

“naturalMENTE” è una nuova campagna di sensibilizzazione ed informazione ambientale che ha preso piede da alcune settimane in città.

Un progetto nato un po’ per gioco nel suo studio, ci racconta l’architetto Gianluca Aresta, uno degli organizzatori: DIl mio amico collega ed io abbiamo montato un telo retrattile in maniera molto artigianale (fatto di bamboo, un tubo di cartone ed una corda di juta) nel nostro studio. L’idea di mostrare dei documentari (o dei dati) alla gente sulle tematiche ambientali (ma non solo) mi frullava nella testa già da diversi anni. Pertanto, il 15 maggio scorso, col mio collega ingegnere Vito Pinto ed un mio caro amico (Livio Carrieri) abbiamo visto il primo documentario in maniera molto infomale: tra amici. Si trattava di “Un equilibrio delicato” dal tema: alimentazione – ci spiega Gianluca – perciò con Livio Carrieri maturava il desiderio di mostrare un documentario alla settimana… tra amici. La settimana successiva eravamo in diciassette nel nostro studio, pertanto urgeva una location più grande». Così, parlando con Giandonato Salvia dell’associazione Solidarietà Missionaria Onlus (la quale noleggia il proiettore a 5 €/serata, somma devoluta a progetti umanitari in Africa e in America Latina), gli ha suggerito di usare la saletta teatrale del Sacro Cuore.

Qual è lo strumento che utilizzate x coinvolgere il pubblico?

«Per il momento, usiamo soltanto Facebook».

Quali sono gli argomenti su cui avete lavorato in queste ultime settimane e intorno cui farete ruotare i prossimi appuntamenti?

«Abbiamo trattato essenzialmente temi di natura ambientale, ma in futuro abbiamo l’intenzione di parlare anche di altri temi, quali l’alimentazione, la salute, temi sociali, sostenibilità ambientale e tanti altri».

Da cosa è derivata la scelta di questi temi?

«Deriva dalla voglia di condividere le tematiche ambientali per aumentarne la sensibilità delle persone, poichè penso che, solo responsabilizzandoci e comprendendo a fondo i problemi, potremo insieme migliorare il nostro stile di vita. Stile di vita che dovrà per necessità di cose essere sempre più in sintonia con l’ambiente e tutto quello che ci circonda».

Quante persone siete per riuscire ad organizzare il tutto?

«Mi hanno dato e mi stanno dando una mano diverse persone (in media 3-4 persone). All’interno della pagina FB del prossimo evento sono elencati i nomi di tutte le persone che durante l’intera campagna di sensibilizzazione mi hanno dato una mano. Tra questi, Livio Carrieri che ora è in Colombia dallo scorso agosto, pertanto non può che seguirci a distanza».

Trovate difficoltà nel riuscire ad organizzare quest’iniziativa in una città come Monopoli? C’è abbastanza recettività?

«Poichè sono degli appuntamenti settimanali, non riusciamo a diffondere notevolmente l’iniziativa. Da questa settimana siamo anche su il “Tacco di Bacco”. A breve affiggeremo dei manifesti/volantini, anche nelle scuole. Avrei preferito che ci fossero più amministratori comunali a seguire questi incontri, perchè gioverebbe anche a loro comprendere le reali problematiche che affliggono il nostro caro pianeta, anche perchè solo con una reale consapevolezza si può “pensare globalmente ed agire localmente”».

Parliamo de “Il mondo secondo Monsanto”. Di cosa si tratta?

«Questa settimana (mercoledì ore 20.30 presso la Saletta teatrale della Chiesa del Sacro Cuore in via Fiume) verrà mostrato “Il mondo secondo Monsanto, storia di una multinazionale che vi vuole molto bene”, in occasione dei riconoscimenti attribuiti alla Monsanto dal World Food Prize, generalmente considerato il premio Nobel del cibo. Questa notizia ha fatto discutere molti ambientalisti e diverse testate giornalistiche in giro per il globo, e sabato 19 ottobre si è avuto l’apice delle proteste contro Monsanto e il suo modo di operare nel campo dei raccolti geneticamente modificati con la campagna chiamata Occupy the World Food Prize.

“Le Monde selon Monsanto” (nome originale) è un documentario realizzato da Marie-Monique Robin sulla multinazionale statunitense Monsanto, e tratta dunque anche degli organismi geneticamente modificati. Il documentario è stato coprodotto da Arte France, Image et Compagnie, Productions Thalie, Office national du film du Canada, WDR, dura 108 minuti ed è stato trasmesso per la prima volta su “Arte”, l’11 marzo 2008. Il tema, di per sé già controverso, ha contribuito a suscitare un forte dibattito sul documentario: l’autrice dichiara che da marzo 2009 sono stati creati, oltre al suo blog, altri 500 siti riguardanti il documentario. A proposito di esso, l’autrice ha dichiarato a Panorama.it di non essere contraria agli OGM: “il mio film è soprattutto il ritratto di un’azienda leader degli OGM: mi interessava capire in quale misura il suo passato illumina le sue pratiche attuali”. Il mondo secondo Monsanto è anche un libro d’inchiesta della stessa autrice, uscito il 6 marzo 2008 e pubblicato in almeno 11 paesi, tradotto in italiano nel 2009. L’inchiesta è durata circa 3 anni: “Il Mondo secondo Monsanto . spiega Carlo Petrini fondatore Slow Food – ci risveglia dalla dittatura che Monsanto sta cercando di stabilire sul nostro cibo, sull’ambiente e sulla nostra conoscenza. Le libertà fondamentali e la sopravvivenza sono in pericolo. Non possiamo permettere che la Monsanto prenda il controllo sulla vita”».

Per seguirlo in diretta streaming: http://www.ustream.tv/channel/naturalmente-è-la-campagna-di-sensibilizzazione-ed-informazione-ambientale-e-non-solo

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Redazione The Monopoli Times

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