UDCTra le priorità, l’apertura di una nuova sede ed il continuo ascolto della cittadinanza. Intervista al Segretario Pasqualone che ripercorre brevemente l’excursus della “diatriba” col PDL

«Apriremo una nuova sede non perché dobbiamo fare i tavoli politici, ma per produrre politica che faccia avvicinare i cittadini al movimento politico ed anche alle scelte dello stesso, attraverso forum ed incontri che permettano di dibattere sui temi più importanti: la cosiddetta cittadinanza attiva».

Queste, le priorità dell’Unione di Centro (oggi 1° partito a Monopoli) che sente forte il peso delle responsabilità e della fiducia accordategli dai cittadini.

«Abbiamo intenzione di girare per i rioni della città e le campagne per incontrare i cittadini – spiega il Segretario cittadino Alberto Pasqualone, intervistato dalla nostra redazione – visto che al nostro interno ci sono assessorati tecnici come urbanistica, lavori pubblici, ma anche servizi sociali, per raccogliere le istanze».

D’altronde, secondo Pasqualone, quello che manca è proprio la capacità di ascoltare: «Ci stiamo muovendo per dare un segnale importante, seppur dobbiamo fronteggiare la crisi economica ed il trasferimento statale, permettendo in questo bilancio l’inserimento di somme che siano destinate specialmente alla manutenzione stradale ed alla risoluzione di alcuni problemi legati alla viabilità dell’agro. In seconda battuta, stiamo discutendo su una nuova piattaforma politico-amministrativa che riguarda l’urbanistica ed i servizi sociali. A breve usciremo con delle priorità affinché ciascun amministratore e consigliere comunale abbia un solco entro cui camminare».

In pratica, una sorta di piccolo programma a medio-lungo termine.

L’ultima conferenza del PDL è stata anche occasione di esprimere i propri dubbi circa degli accordi pre-elettorali che si sarebbero consumati tra il tavolo politico ed il Sindaco Romani.

«Ritengo non ce ne siano stati e che più che accordi quello che debba essere rispettato è il risultato elettorale, che ci vede democraticamente al 1° posto come partito, fermo restando che c’è il pieno rispetto nei confronti di coloro che hanno partecipato alla causa. Per questo motivo, è giusto che alla gioia di aver conseguito questo risultato, si aggiunga la responsabilità di quello che i cittadini hanno voluto accordare – perciò – credo che anche le cariche istituzionali rispettino il risultato elettorale».

Inoltre, il PDL ha asserito che il tavolo politico per l’assegnazione delle deleghe assessorili e consiliari fosse una farsa, perché non costituito da tutte le forze politiche che hanno partecipato alla competizione elettorale per la vittoria del centrodestra. Cosa risponde?

«Il problema è che ovviamente c’è un errore di interpretazione del tavolo politico. Noi ci siamo visti all’indomani delle elezioni con tutti i partiti che avessero una presenza in Consiglio Comunale, al fine di individuare un assetto di governo, partendo da chi dovesse approvare i provvedimenti emanati dalla Giunta e cioè i consiglieri comunali. Per Operazione 24, il delegato era il Sindaco come fautore della lista, erano presenti Copertino per La voce della gente, Barletta per il PDL, io per l’UDC e Campanelli per Patto con la città. Questo momento di incontro (che aveva l’unico scopo di trovare una quadra all’interno dei partiti rappresentati in Consiglio Comunale) ha avuto come risultato finale quello di non aver trovato l’accordo con il portavoce del PDL, perché si era convenuto di affidare la Presidenza del Consiglio al 1° degli eletti del PDL (Aldo Zazzera) e non ad un quisque de populo. Dopo di che – prosegue il Segretario UDC – c’è stato quel consiglio comunale, in cui si è manifestata una palese rottura da parte proprio del portavoce e di alcuni consiglieri PDL, perciò siamo andati avanti senza un esponente del PDL a questi incontri. Poi c’è stata anche una diversa posizione da parte di Martellotta: non avevamo più un riferimento politico cui appellarci – inoltre – Questa storia del tavolo politico ristretto a me e Campanelli è una falsa verità in quanto abbiamo sempre detto che nel momento in cui si discuterà di problemi politici-amministrativi o questioni che riguardano l’attuazione del programma, è normale che il tavolo politico dovrà essere allargato a tutte le forze che hanno concorso alla vittoria elettorale».

Pertanto, sostiene che quest’aspetto sia fazioso, falso e tendenzioso: «tant’è vero che quando abbiamo fatto la riunione sul problema dei rifiuti, bene o male, c’erano tutti almeno quelli rappresentati in Consiglio Comunale. Alla riunione di maggioranza che abbiamo fatto, invece, sono stato proprio io ad aver detto al Sindaco che era opportuno tornare a regime, dopo una fase iniziale in cui andava rodata la nuova amministrazione – perciò – era necessario che ci vedessimo tutti. Ora è notizia di qualche giorno la nomina del commissario del PDL che mi ha mandato un messaggio, nel quale chiede di poter essere invitato al tavolo politico. Ripeto – ribadisce Pasqualone – nel quale discutiamo di questioni che riguardano la città, dell’azione amministrativa – perciò, non ci trovo nulla di male ad invitare anche quelli dell’opposizione».

Niente di trascendenziale, di oscuro o peccaminoso, ma garantisce: «si parla di rifiuti, di piano paesaggistico e di bilancio, su cui bisogna interrogare anche le forze sociali. Infatti, se si parte da un dato del risultato elettorale, si svelano tutti gli arcani, i misteri..».

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